Peugeot "207 GTi" - IL DESTINO NEL
NOME
Alla fine, si chiamerà "GTi", la
versione sportiva della "207", ma solo sui mercati italiano, britannico
ed elvetico. Troppo poco significativa, in questi Paesi, la sigla "RC",
usata fino a pochi giorni prima della presentazione; forse - è stato il
dubbio provvidenziale della Casa - un nome così potrebbe condannare a
una vita di stenti la sorella cattiva di uno dei maggiori successi
commerciali Peugeot delle ultime stagioni.
Così, la pepata berlina del Leone, almeno sui primi esemplari
commercializzati in Italia, potrebbe non avere i tappetini
personalizzati o altri complementi col logo "GTi": troppa tardiva la
decisione per allestire un'intera linea accessori.
A ogni modo, la "GTi" - è palese - non intende certo ripetere i numeri
delle altre "207" meno spinte: la sua missione è quella di tenere alta
l'immagine sportiva del marchio di Sochaux, che negli anni si è distinto
per le strepitose interpretazioni corsaiole di alcune sue berline. Prima
fra tutte la ormai mitica "205 GTI", di cui l'ultima nata si può
considerare l'erede.

Esteticamente, la "GTi", derivata dalla
tre porte, si distingue per le finiture dei fari, le conchiglie cromate
dei retrovisori, i fascioni completamente in tinta carrozzeria (la
versione standard conserva una banda centrale nera), i vetri fumé, lo
spoiler posteriore sul lunotto e il doppio scarico. Dentro, splendidi e
profilatissimi sedili anteriori accolgono pilota e passeggero: stesso
stile per il divano posteriore. Poi, una serie di altri piccoli dettagli
sul cruscotto, e materiali dall'aspetto un po' più racing.
Sotto il cofano ruggisce, orgoglioso, il 1600 turbo "Twin-Scroll",
frutto della collaborazione tra gruppo Psa e BMW, con fasatura variabile
delle valvole e alimentazione a iniezione diretta di benzina. Il cambio
è meccanico a cinque marce, con una prima molto lunga e gli altri
rapporti abbastanza ravvicinati. Risultato: 175 CV di potenza; coppia di
153 Nm già a 1000 giri/min, che salgono a 240 fino al regime di 4500
giri; 220 km/h di velocità massima e, soprattutto, 7,1 secondi (sempre
dichiarati dalla Casa) nello scatto "0-100".

Per fare fronte a tanta esuberanza, le sospensioni sono state irrigidite
e davanti si è resa necessaria la modifica della struttura, con
l'adozione di un'articolazione a giunto sferico del triangolo inferiore,
al posto della normale articolazione elastica. E per renderla ancora più
sicura, tanta elettronica (di serie, l'Esp e l'Ssp, Steering stability
program) e un set completo di airbag (ben sei).

Ricca anche la dotazione, che prevede tra l'altro il climatizzatore
bizona automatico, il rilevatore di ostacoli posteriore, il limitatore e
il regolatore di velocità. La Peugeot "207 GTi" arriva nelle
concessionarie italiane a giugno, ad un prezzo di 22.800 euro.
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